lunedì 6 maggio 2002

La mia prima antenna, una stecca di gauloises senza filtro

I1AAT, Allemano Alberto
6 maggio 2002 - Ho conosciuto bene Alberto, I1AAT, nel mese di settembre del 1970; abitava in via Assietta 36 a Perosa Argentina e a quel tempo eravamo vicini di casa.
La sua attività era quella di commerciante ambulante di alimentari e con la moglie gestiva anche un piccolo negozio di questi prodotti per una clientela fissa ed abituale. Mia madre, ogni tanto, mi mandava a comprare quello che era necessario per la casa e la famiglia, e quindi ho iniziato a frequentare oltre che la sua bottega anche l’officina e la sua abitazione. La bottega era costituita da due piccole stanze, la prima era utilizzata come ingresso del negozio e ricevimento dei clienti, mentre la seconda era un piccolo magazzino retrobottega che conteneva i prodotti che non potevano essere sistemati nella prima stanza. Nelle due stanze erano sistemati su diversi ripiani, prodotti alimentari e non di tutti i tipi.

L’attività principale di Alberto era quella di girare per le borgate di Perosa Argentina e altri comuni limitrofi con il furgone carico di prodotti alimentari per venderli agli acquirenti che per diverse ragioni non si recavano presso il negozio. Aveva poi la distribuzione delle bombole del gas dell’Agip per l’alimentazione delle cucine, in quanto in quegli anni non esisteva la rete distributiva del gas metano e molte famiglie utilizzavano questo sistema di alimentazione (che ancora oggi in queste zone è molto diffuso). Alberto partiva con il suo furgone e su ordinazione, oppure direttamente di sua iniziativa, portava alle famiglie le nuove bombole di gas e ritirava quelle vuote, riportandole nel suo magazzino.

Quando aveva tempo libero lo dedicava a diverse attività che venivano svolte nella sua officina, attrezzata con le macchine utensili essenziali per poter eseguire dei piccoli lavori sul ferro, legno e altri materiali. Costruiva dei piccoli oggetti in legno, eseguiva diverse riparazioni, per lui e per le persone che lo avevano come punto di riferimento nei momenti di bisogno e difficoltà.

Vicino alla bottega aveva la sua abitazione, costituita da due piccole stanze, la prima era contemporaneamente la cucina, la sala da pranzo e il soggiorno, mentre la seconda, posta sul retro, era la stanza per la notte. Nella prima stanza, entrando sulla sinistra, vi era un mobile in legno e metallo, quest'ultimo di colore blu chiaro, nel quale erano sistemate le apparecchiature radio, un ricetrasmettitore per le HF Hallicrafters SR400 con il suo alimentatore, un ricetrasmettitore CB a 23 canali, mi pare di ricordare un Lafayette, un ricetrasmettitore a modulazione di frequenza per le VHF a canali quarziti della Standard, un ricevitore auto costruito della Philips per la ricezione della modulazione di frequenza, delle onde medie e corte e un frequenzimetro analogico auto costruito con dei visori numerici alti due centimetri di colore arancione, che ogni tanto andavano in avaria e si spegnevano e non lasciavano più leggere la frequenza in modo completo.

Il ricetrasmettitore Hallicrafters era collegato ad un’antenna Cubical Quad per i 10, 15 e 20 metri auto costruita, installata sul basso tetto nel retro della casa; il ricetrasmettitore CB utilizzava la classica antenna verticale ground plane ad un quarto d’onda con un radiatore verticale e quattro radiali riflettenti posti a 45 gradi verso il basso; il ricetrasmettitore Sommerkamp per le VHF aveva disponibile due antenne a polarizzazione verticale e orizzontale da dieci elementi della Fracarro, accoppiate e sistemate nel giardino davanti alla casa di fronte all’ingresso della cucina.

Alberto svolgeva l’attività radio principalmente nelle onde corte sui venti metri, collegando le stazioni russe, di cui lui conosceva bene la lingua, avendo trascorso in Unione Sovietica tre anni nella campagna italiana, durante la seconda guerra mondiale. Mi ricordo, ancora oggi la sua chiamata in russo sui venti metri e le risposte quasi immediate dei russi, che appena sentivano una stazione italiana chiamare nella loro lingua rispondevano immediatamente, dando dei rapporti quasi sempre oltre il 9, anche perché l’ Hallicrafters e la Cubical Quad funzionavano in perfetta sintonia. Il collegamento non era mai breve, ma Alberto normalmente conversava amabilmente in russo con il suo interlocutore, come noi oggi scambiamo quattro chiacchiere sulle frequenze in VHF o UHF.

Mi rendo conto ora della felicità del radioamatore russo che non solo riusciva a fare il collegamento in ventri metri con l’Italia, ma aveva anche la possibilità di utilizzare la propria lingua con un corrispondente italiano, non solo per scambiare i semplici rapporti del collegamento, ma anche per un colloquio interessante e che normalmente durava dai dieci ai quindici minuti, durante i quali Alberto comunicava le sue condizioni di trasmissione, le condizioni meteorologiche e scambiava diverse informazioni in relazione ai quesiti che venivano posti dal suo interlocutore; quasi sempre, se la città del corrispondente, era da lui conosciuta il discorso si addentrava nei ricordi dell’esperienza militare della "campagna di Russia" nella quale lui aveva prestato servizio nel reparto logistico operativo di collegamento tra i centri di comando e le prime linee del fronte, per ben tre anni consecutivi, sino alla disfatta finale. Concluso il collegamento vedevo negli occhi di I1AAT una soddisfazione evidente e nello stesso tempo una tristezza presente, sicuramente derivante dal ricordo non felice del soggiorno avuto sulla terra russa, durante il periodo della seconda guerra mondiale.

Alberto non disdegnava qualche collegamento sui 27 Mhz, che a quei tempi in Italia non erano ancora regolamentati. Alla sera sul canale 11 si trovavano gli amici locali ed anche Alberto partecipava con loro alle lunghe discussioni che si perdevano nel cuore della notte. Dopo averlo conosciuto non perdevo occasione per andarlo a trovare ogni volta che potevo e piano piano quell’Hallicrafters lasciò il segno dentro di me.
Appena possibile acquistai un ricetrasmettitore sulla frequenza dei 27 Mhz, il PW 5024 della Tokay, con 23 canali quarzati, un alimentatore SHF da 3 Ampère e un’antenna ground plane per quella frequenza. Il ricetrasmettitore e l’alimentatore mi ricordo di averlo comprato dalla GBC, al punto vendita di Pinerolo (gestito dalla famiglia Oberto, anche loro radioamatori) mentre l’antenna l'ho acquistata da Alberto, pagandola con una stecca di sigarette della marca francese "gauloises" senza filtro, di cui I1AAT si nutriva come fosse pane, pur nel preciso divieto dei medici e della moglie.

La modalità di pagamento pattuita fu definita e concordata come conseguenza del fatto che Alberto non doveva fumare, essendo malato di "endoarterite obliterante", una malattia derivata con certezza dal freddo ricevuto durante la permanenza in Russia a 50° sotto lo zero, che determina il progressivo restringimento e chiusura di tutte le arterie periferiche e centrali e dal fatto che la moglie lo controllava a vista, buttando via tutte le sigarette che trovava in giro, nascoste nei punti più disparati ed imprevedibili. Mi ricordo che un giorno, a seguito di un suo ricovero nell’Ospedale Valdese di Pomaretto (TO), era riuscito a nascondere le sigarette persino nel contenitore della luce di illuminazione del letto, tenendola sempre spenta per paura di una combustione del tabacco a contatto con la lampada accesa. Con questo affare Alberto si era assicurato la sopravvivenza di fumo per un certo periodo di tempo. La stecca di sigarette fu accuratamente divisa nei suoi diversi pacchetti, i quali furono posti un pò dappertutto, nell’officina, nel bagno, nel bagaglio della macchina, nel furgone e non in tasca, primo posto sottoposto a verifica e perquisizione dai funzionari solerti dell’organo di controllo, al fine di diminuire il rischio, non nei confronti della malattia, ma nei confronti del KGB sapientemente diretto dalla moglie.

L'antenna costruita sapientemente da I1AAT, in robusto alluminio anticorrodal, fu sistemata su un palo in legno nel cortile di casa mia.
In questo modo ho iniziato la mia attività radioamatoriale ed ho eseguito i primi collegamenti locali in modulazione di ampiezza e quando la propagazione andava bene anche a lunga distanza. Utilizzando il Tokay PW 5024 mi intrattenevo con Alberto e Valdo, scambiando con loro le mie impressioni e considerazioni sul modo della radio e sul suo utilizzo.
Successivamente il mio interesse si estese alle altre frequenze HF e nel 1976, utilizzando i miei pochi risparmi, acquistai il ricevitore della Drake il modello SSR-1, dopo avere ottenuto dal Ministero delle Poste e Telecomunicazioni (con nota prot. n. VII/IV/195468/127) l’autorizzazione all’ascolto delle frequenze radioamatoriali con assegnazione del nominativo di SWL n. I1 60355, in data 1° marzo 1975.

Questo ricevitore era sintetizzato, a copertura continua da 500 Khz ai 30 Mhz, con alimentazione in corrente alternata incorporata, AM ed SSB con le bande laterali selezionabili e come diceva la pubblicità "ideale come ricevitore per radioamatori principianti, come ricevitore a onde corte, come ricevitore rilevatore CB o come ricevitore da laboratorio".
Dal catalogo della Marcucci S.p.A. del 1976 il ricevitore costava 337.900 lire, ma mi ricordo di averlo pagato molto di meno. Con il ricevitore della Drake, collegato ad un’antenna filare, ho cominciato ad ascoltare le conversazioni dei radioamatori e quando Alberto mi dava appuntamento tramite la frequenza dei 27 Mhz. riuscivo anche ad ascoltare i collegamenti in 20 metri, avendo l’accortezza di ridurre il segnale in ingresso quando lui trasmetteva, in quanto la vicinanza tra di noi e la potenza del suo trasmettitore Hallicrafters creavano qualche problema al mio ricevitore.

Con l’amicizia che Alberto mi aveva riconosciuto e la sua sempre pronta disponibilità a qualsiasi tipo di chiarimento tecnico necessario, incominciai a capire e a conoscere le prime nozioni di elettronica e di telegrafia e frequentando con lui la Sezione A.R.I. di Pinerolo, ottenni il 10 ottobre 1990 la "patente di operatore di stazioni di radioamatore" (con il n. 4224/TO) e il 10 febbraio 1991 la licenza n. 767 con nominativo di IK1QEW.

Purtroppo la malattia che da tempo lo affliggeva non gli ha permesso di lasciarmi trasmettere con il suo Hallicrafters e il 4 aprile del 1991, Alberto ha lasciato la radio i suoi amici e i suoi famigliari. Conservo di lui un profondo ricordo di grande amicizia e riconoscenza, una copia di un tasto telegrafico che aveva costruito con materiali di recupero e la sua QSL compilata e firmata il 25 maggio del 1973, disegnata a mano da Carlo Frascarolo, un amico di mio fratello, ora architetto affermato, che lo rappresenta come un orso, con cappello e zaino in spalla e dentro lo zaino una radio che sta trasmettendo, mentre lui cammina.
Ciao Alberto, ancora oggi ti penso e ti ricordo con grande nostalgia.

[scritto il 6 maggio 2002]

Operazione Barbarossa
Unternehmen Barbarossa era il nome in codice tedesco per l'invasione dell'Unione Sovietica da parte della Germania Nazista, durante la seconda guerra mondiale. Si trattò della più grande operazione militare terrestre di tutti i tempi e prese il nome da Federico Barbarossa.

La campagna di Russia - immagini fotografiche di Pietro Chiesa