martedì 21 agosto 2012

Sanità, efficienza e meritocrazia

Il 7 novembre del 2011 un'agenzia della Adnkronos ha battuto questa notizia:
" Novara, 7 nov. (Adnkronos) - Efficienza e meritocrazia. Queste le linee guida della Lega Nord per la sanita', secondo Roberto Cota, capogruppo alla Camera del Carroccio, che e' anche uno dei possibili candidati alla presidente della Regione Piemonte.
"Vorrei essere chiaro - ha detto Cota - che noi per la sanita' in Piemonte e nelle altre regioni puntiamo proprio su efficenza e meritocrazia: efficienza nei servizi, meritocrazia per la scelta degli uomini. I primari non devono essere scelti per appartenenza politica ma devono essere i migliori. Questo e' un punto fondamentale del nostro programma elettorale, in vista delle prossime elezioni regionali".
"La sanita' e' la materia piu' importante di cui si occupano le Regioni e penso che il federalismo fiscale, che aspettiamo con ansia vada a regime, potra' essere molto utile - ha aggiunto Cota - per risolvere alcuni problemi strutturali, come quello del passaggio dalla spesa storica alla spesa standard, un passaggio che potrebbe fare risparmiare milioni di euro, che adesso vengono buttati da alcune realta' che non curano i cittadini e che creano solo dei grandi buchi nel sistema sanitario. Molti cittadini infatti - ha concluso - sono costretti a venire al nord per farsi curare".

Dopo l'approvazione del nuovo Piano Sanitario Regionale (del Piemonte), sono stati nominati i Direttori Generali delle Aziende Sanitarie e Ospedaliere e gli Amministratori Unici della nuove Federazioni; mentre le Federazioni hanno grande difficoltà ad iniziare le loro attività di competenza per ragioni diverse, le Aziende Sanitarie ed Ospedaliere, essendo standardizzate da tempo, sono pienamente operative; com'è noto ogni Direttore Generale sceglie e nomina un Direttore Amministrativo e un Direttore Sanitario, che sono i suoi diretti collaboratori nella gestione dell'Azienda a loro affidata.

In molti casi queste figure provengono dallo stesso ambiente della sanità, sia quello amministrativo che sanitario, lasciando a loro volta posti liberi tra le figure dirigenziali amministrative e sanitarie, che devono essere ricoperti (non sempre, ma normalmente lo sono).

Si determina quindi un turn over non indifferente, con gli indicatori della mobilità del lavoro in particolare movimento. Coloro i quali sono nominati direttore amministrativo o sanitario e che occupano posti nelle diverse aziende sono sostituiti all'interno delle loro unità produttive con personale attivo in tali unità, oppure attingendo alle figure dirigenziali disponibili in altre unità della medesima azienda o in altre aziende.
Ed è qui e anche prima che il principio del Presidente Cota della "meritocrazia per la scelta degli uomini" e la loro " non appartenenza politica" cade misteriosamente nel vuoto.

Per meritocrazia si intende una forma di governo dove le cariche amministrative, le cariche pubbliche, e qualsiasi ruolo che richieda responsabilità nei confronti degli altri, è affidata secondo criteri di merito, e non di appartenenza lobbistica, familiare (nepotismo e in senso allargato clientelismo) o di casta economica (oligarchia).

Il termine "meritocrazia" è stato utilizzato per la prima volta da Michael Young nel suo libro "Rise of the Meritocracy" pubblicato nel 1958, inteso come termine dispregiativo, in cui la posizione sociale di un individuo è determinata dal suo quoziente intellettivo e dallo sforzo; per questa ragione secondo Young si determina un'organizzazione sociale che conduce a una rivoluzione delle masse nei confronti dell'élite meritocratica che è diventata arrogante e scollegata dai sentimenti della gente comune.

Nonostante questa origine del termine molti credono che il sistema meritocratico sia un buon sistema sociale in quanto più giusto e più produttivo di altri sistemi, che garantisce la fine di discriminazioni fondati su criteri arbitrali come il sesso, la razza o i rapporti sociali.
Coloro che la pensano in modo diverso sostengono che la meritocrazia è difficilmente misurabile, come le sue caratteristiche principali "intelligenza" e "sforzo" lo possono essere, quindi l'attuazione della meritocrazia comporta necessariamente un alto grado di valutazione soggettiva e quindi una sua imperfetta applicazione.

Ora tenuto conto di come funziona l'organizzazione della sanità pubblica, nella scelta dei suoi organi dirigenziali, sarebbe molto interessante vedere le modalità dell'applicazione del principio della meritocrazia, ma purtroppo questo sembra essere impossibile in quanto a giudizio di molti tale principio non viene per niente applicato.
Le nomine sono eseguite con criteri completamente diversi da quelli meritocratici, i c.d. criteri "fiduciari" e le loro degradazioni peculiari, sono premiate le persone "fedeli" i "signor sì" ed è questa la grande contraddizione del Presidente Cota, il quale o non lo sa, oppure afferma e ribadisce un principio e poi lascia che l'organizzazione sanitaria faccia il suo corso con il sistema che tutti noi conosciamo.

Questo è molto triste e preoccupante in quanto vale non solo per i vertici di gestione delle Aziende Sanitarie ed Ospedaliere, cioè nella loro parte dirigenziale, ma anche per il comparto, sanitario, tecnico, professionale ed amministrativo, nelle sue varie eccezioni e posizioni organizzative e di coordinamento, determinando uno sconquasso nell'organizzazione i cui effetti si stanno già vedendo e che saranno molto più gravi nel futuro.

Le persone sono scoraggiate e avvilite, prive di ogni motivazione sul lavoro e non capiscono come può un'organizzazione andare avanti in questo modo, senza implodere in se stessa.

Eppure nulla cambia, tutti sanno, tutti conosco, lavoratori, dirigenti, le organizzazioni sindacali e i portatori di interessi (stakeholders) con la conseguenza che i rapporti sono esclusivamente di tipo formale, mentre quelli sostanziali non esistono più.
Stiamo vivendo e lavorando in grandi scatole vuote, che dall'esterno sembrano eccellenti, con la grande comunicazione, le certificazioni di qualità, il bilancio sociale e di missione e la carta etica aziendale, ma dove al loro interno niente è come sembra e la qualità dell'organizzazione e del lavoro sta degradando giorno dopo giorno.

Tutto questo determina inefficienza ed aumento dei costi, in un momento in cui è assolutamente necessario spendere le risorse economiche in modo oculato e finalizzate al miglioramento dei servizi per i clienti del Servizio Sanitario Nazionale.

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