martedì 14 agosto 2012

Una nuova centrale idroelettrica in Val Germasca

In questi giorni estivi del mese di agosto 2012 in Val Germanasca (TO) si sta intensificando il dibattito sul progetto della nuova centrale idroelettrica con diverse captazioni in più punti del torrente omonimo, dalla confluenza di Massello - Salza, alla Gianna per il rio di Crosetto e fino agli affluenti di Faetto, Rio della Balma nel vallone di Faetto.
Questa centrale sarà realizzata per conto di Enel Green Power.
La preoccupazione è che a seguito degli intensi prelievi d'acqua il tratto del torrente Germanasca che scorre di fronte a Perrero sarà pari al solo DMV, deflusso minimo vitale, a seguito del rilascio della centrale sotto la borgata Trossieri. Secondo studi ambientalisti accreditati il prelievo per alimentare la centrale determinerà di fatto la morte del torrente, con gravi conseguenze per la vita degli animali che vivono al suo interno e per quelli nelle sue vicinanze, in quanto si verrà a determinare una grave alterazione del tratto acquatico di particolare pregio, caratteristica propria della valle Germanasca, conosciuta anche in Europa, come testimoniano le frequenti presenze di canoisti tedeschi, francesi e austriaci, che vengono in valle proprio alla ricerca di quelle acque pulite e abbondanti con le frequenti cascate da loro percorse in canoa e/o kayak.

Con il prelievo della centrale e quindi la diminuzione calcolata del deflusso dell'acqua si determinerà altresì l'annullamento della sua capacità di auto-depurazione in modo naturale e lo scarico delle fognature delle singole borgate che insistono sul tratto del torrente faranno il resto, tenuto conto che è notorio che i piccoli depuratori comunali non funzionano.
Il DMV prevede, secondo i calcoli effettuati ad esempio sul rio della Balma, un rilascio di 35 litri al secondo, corrispondenti a 9 millimetri di acqua per un periodo di 7,3 mesi.
Il grande rischio che si sta correndo è che il torrente Germanasca non riuscirà più a smaltire le acque sporche che vi defluiscono e il torrente si trasformerà in una cloaca a cielo aperto.
Non bisogna poi sottovalutare la durata e la modalità dell'esecuzione del cantiere; si parla di 5 anni di lavori per lo scavo della galleria tutta sotterranea (da Faetto alla confluenza di Salza-Massello) per il trasporto dell'acqua all'ultimo salto verso la centrale di Trossieri; si prevede una galleria del diametro di 3,5 metri per una lunghezza di 8.400 metri, da realizzarsi dalla confluenza dei rii di Massello e Salza sino alla zona di Linsardo.  Il materiale asportato è previsto in 100.000 metri cubi; se si calcola che un camion è in grado di trasportare 15 metri cubi il totale dei camion sarà di circa 6700.
Come potranno reggere le deboli strade montane al carico di centinaia di camion che trasporteranno a valle tutto il materiale di risulta del lavoro effettuato ?
Che cosa si troverà scavando sotto la montagna ?
Che cosa succederà alle falde acquifere delle borgate che saranno interessate dagli scavi ?
Che cosa ne sarà dell'attività di produzione agricola dei piccoli frutti le cui piantagioni occupano parte della sede dove verrà costruita la nuova centrale ?

Questi sono i forti dubbi sull'opera in via di realizzazione, qualora la Conferenza di Servizio (sembra prevista entro la fine del mese di agosto) dia la sua approvazione definitiva.
Da un'analisi tecnica effettuata da Franco Polastro risulta che le attuali centrali esistenti sul torrente Germanasca hanno una potenza produttiva di 1,8 MW per un totale di sfruttamento del torrente di 9 Km.; con la nuova centrale di Trossieri, la cui potenza sarà di 9,6 MW, la potenza totale passerà a 11,8 MW per uno sfruttamento del torrente di 15 Km. e quindi per un totale di 24 Km. utilizzati, una lunghezza superiore alla stessa Valle Germanasca.

E' evidente che c'è qualche cosa che non torna, ma le Amministrazioni Comunali interessate sembrano quasi tutte favorevoli (l'unico comune contrario potrebbe essere quello di Massello, ma occorre attendere i singoli pronunciamenti nella Conferenza di Servizio che ci sarà) in quanto chi realizza e gestisce la centrale è in grado di riconoscere dei trasferimenti economici utili e indispensabili a sistemare i bilanci quasi fallimentari dei piccoli comuni, che in questi ultimi anni sono stati radicalmente ridotti per le noti ragioni economiche che conosciamo.
A questo punto la domanda principale da fare è questa: si può accettare una realizzazione di un'opera così importante con le conseguenze ambientali che produrrà e avere come corrispettivo una somma di denaro da investire nel proprio comune e poi guardare l'ambiente del medesimo comune totalmente compromesso ?
Vale la pena distruggere l'unica cosa che ancora abbiamo di valore, l'ambiente in cui viviamo, tenuto conto che le nostre Valli, pezzo dopo pezzo, stanno perdendo tutti i posti di lavoro impiegati ?
Qualche Amministratore spiega che le nostre valli devono puntare sul turismo, sull'utilizzo dell'ambiente consapevole e compatibile, forse l'ultima risorsa che ci resta prima della fine.
Ma come si fa a fare questo se l'ambiente viene gravemente e irreparabilmente compromesso ?
Lo si fa e lo si continua a fare purtroppo; guardate che cosa hanno combinato nel Vallone dei 13 Laghi.

Com'è noto il sistema di produzione di energia fa sì che la stessa resti per una minima parte sul territorio ove è prodotta, mentre la restante parte, quella maggiore, viene trasportata con la rete dove essa è necessaria.
Se guardiamo il grafico del "Riepilogo storico della produzione di energia in Italia dal 1950" i cui dati sono stati elaborati da Terna, vediamo come solo una minima parte è di origine idroelettrica e tale valore è rimasto più o meno costante dal 1950 ai giorni nostri.


Se guardiamo l'altro grafico di Terna  dei "Componenti mensili dell'energia elettrica italiana dal 2008" in poi questo dato è confermato.




Quindi si può ragionevolmente affermare che distruggere la componente idrica di una valle per produrre 9,6 MW in più di quello che già attualmente viene prodotto non ne vale assolutamente la pena.
Gli unici a guadagnare su questa operazione sono coloro che speculano sugli incentivi dei KW di energia prodotti, i cui prezzi sono drogati dal soprapprezzo termico che noi paghiamo ogni mese sulla nostra bolletta energetica.

Questa non significa essere totalmente contrari alla produzione di energia tramite il sistema idroelettrico, ma si chiede che sia un sistema sostenibile con l'uso di piccole centrali ad acqua corrente e non fluente, organizzate e razionalizzate tra di loro, che garantiscano il rispetto dell'ambiente in cui sono installate e quello della qualità della vita degli abitanti montani; il recupero e il miglioramento tecnologico delle centrali esistenti; il massimo sarebbe riuscire ad utilizzare l'energia prodotta per l'aumento dell'occupazione in valle, come avveniva nei tempi passati quanto i MW prodotti erano molto inferiori a quelli di adesso e l'energia veniva utilizzata nelle fabbriche tessili e metalmeccaniche, che ora sono chiuse quasi tutte, fatta eccezione per le rimanenti principali, le aziende Martin, Data, SKF e Tekfor Neumayer.

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