à Loreley

Lungo il fiume che taglia il confine francese
tra le valli più belle, le pianure più estese
esisteva un villaggio che adesso è memoria
ed è qui che incomincia questa mia storia

Loreley era bella e viveva al villaggio
e viveva da sola con orgoglio e coraggio
del Reno i suoi occhi erano limpidi specchi
e spezzavano il cuore a giovani e vecchi

ma un giorno il più puro per disperazione
salto la sponda del ponte mormorando il tuo nome
Loreley quei tuoi occhi sono valsi una vita
ti credesti colpevole, fosti pentita.

E nella tua mente si insinuò la follia
e ti volesti accusare di stregoneria
dal vescovo andasti: "che io sia condannata
e domenica in piazza sul rogo bruciata"

ma il vescovo stesso per la tua bellezza
anzichè condannarti implorò una carezza
ti disse: "signora placherai il tuo tormento
nello stanco pallore di un vecchio convento"

addio Loreley coi capelli di grano
sarai prigioniera in quel posto lontano,
addio Loreley con lo sguardo alto e fiero
non sarai che una suora vestita di nero.

E per i campi alsaziani iniziaste il cammino
tu e i soldati custodi del tuo destino
e arrivasti a sentire un rumore di schiume
Loreley ti trovasti di nuovo sul fiume.

Col cuore nel pugno pregasti i piantoni
di aspettare un momento, di essere buoni
"il futuro è già triste, lasciatemi almeno
posare lo sguardo ancora sul Reno".

E mentre guardavi vedesti il tuo viso
o il viso di un angelo del paradiso,
saltasti sicura e tra gli annegati
sono da allora i tuoi occhi cantati.

(testi e musica del gruppo L'Orage, dall'album Età dell'Oro, Sony Music 2013)

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