venerdì 10 luglio 2015

"Sto cercando di trovare amici al di fuori di Facebook"

Mi ha fatto ridere l'altro giorno trovare in rete questo scritto, che rappresenta molto bene il periodo che stiamo vivendo. Non so chi sia l'autore, ma credo abbia centrato forse meglio di Umberto Eco il problema:
"Sto cercando di trovare amici al di fuori di Facebook.
Scendo in strada e ad alta voce dico alla gente cosa ho mangiato, come mi sento, cosa sto facendo e cosa farò più tardi.
Ascolto le loro conversazioni e grido "Mi piace"
Al momento ho tre persone che mi seguono: due poliziotti e uno psichiatra."

Umberto Eco nell'Aula Magna della Cavallerizza Reale a Torino, dopo aver ricevuto dal rettore Gianmaria Ajani la laurea honoris causa in Comunicazione e Cultura dei media ha dichiarato:
"I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. E' l'invasione degli imbecilli".
 "La TV aveva promosso lo scemo del villaggio rispetto al quale lo spettatore si sentiva superiore. Il dramma di Internet è che ha promosso lo scemo del villaggio a portatore di verità".
(ANSA, Torino, 10 giugno 2015)

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