29 novembre 2015, Barma Mounastira, Bagnou, La Barma

Partenza da Pradeltorno (Angrogna, Val Pellice) dalla località Ponte di Barmafredda, si torna un pò indietro e seguendo il sentiero in mezzo ai boschi prima Barma Mounastira, 1210 m. poi al Bagnou, 1485 m., verso il Colle della Vaccera e successivamente al ritorno La Barma (o Barma de l'Ours).

La barma (o balma) è un riparo, una quasi grotta, presente nelle aree alpine e prealpine creata da un distacco e posa in pendio di un masso erratico dalla particolare struttura nella quale la roccia fa da tetto. Il termine "barma" pare sia di origine pre-celtica, in particolare ligure, oppure deriverebbe dal celtico bal-men, ossia pietra alta; un'altra ipotesi fa risalire l'etimologia dal latino valva, ossia apertura o finestra. Sotto questi massi di rocce venivano costruite le case, isolate e protette dalla struttura.

Barma Mounastira è una fila di case abbandonate, così chiamate perché anticamente appartenute a una delle famiglie Monastier (o Mounastìe) cognome valdese presente in Val Pellice sin dal 1232.
Come in tutti i posti di montagna la vita era particolarmente dura; tenuto conto della posizione, particolarmente disagevole, le case venivano costruite utilizzando i materiali del posto; tutto il terreno attorno era lavorato attraverso il sistema dei terrazzamenti; sono ancora molto evidenti le mura di sostegno a secco; i prodotti alimentari utilizzati erano segale, orzo, frumento, grano saraceno, fagioli, patate, latte, formaggio e burro.
Un parte delle case è stata recentemente ristrutturata, sistemando il tetto e alcune mura che avevano problemi di sostenibilità.

La Barma (o Barma de l'Ours) è un posto curioso, ancora più selvaggio di Barma Mounastira.
Qui durante la lotta partigiana si stampò in modo clandestino "Il Pioniere" dal mese di luglio fino all'autunno del 1944, quando la stampa fu spostata prima a Ciò d'Mai e poi presso la tipografia L'Alpina di Torre Pellice.
le foto  la storia  il filmato  la traccia GPS di Edgardo


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