Allarme dell'Ingv

I principi fondamentali per la prevenzione e l'organizzazione nei confronti di terremoti


Secondo il sismologo Antonio Piersanti dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia in un'agenzia riportata da Adnkronos e pubblicata il 26 agosto 2016 "I terremoti degli ultimi anni hanno portato in sé delle grandi tragedie, con un elevato numero di vittime, ma purtroppo la Terra ci sta dando degli avvertimenti perché in Italia avverranno dei terremoti più forti di questo. Abbiamo la certezza che arriveranno a magnitudo 7, che equivale a un fattore + 30 di energia liberata rispetto a una magnitudo 6.0 come quello di Amatrice"
"Un modello a cui guardare è sicuramente il Giappone. Un obiettivo difficile da raggiungere ma è importante puntare verso quella meta. Anche se è chiaro che il patrimonio edilizio del Giappone era ed è diverso e magari per loro, è più semplice".

Se uno ha un pò di tempo per fare delle ricerche e leggere la documentazione sull'argomento trova esplicitati, in modo chiaro, i principi fondamentali secondo la metodologia utilizzata in Giappone, per la prevenzione e l'organizzazione nei confronti di possibili terremoti. Ecco i punti fondamentali:
  1. Informativa di prevenzione su larga scala (volantini, manuali, documentazione)
  2. Strutture pre-organizzative e visibili di cartellonistica di percorsi di emergenza
  3. Pianificazione dettagliatissima delle evacuazioni post sisma
  4. Strutture globali (abitazioni, tubature, cavedi, cavi elettrici) antisismici
  5. Kit di sopravvivenza in uffici e case
  6. Sistema di comunicazione alternativo
  7. Esercitazioni cicliche anti-sisma
Ma quali di questi principi sono applicati nella nostra zona?
Per quanto riguarda la Regione Piemonte si può dire che il punto 6 è stato realizzato attraverso la rete Emercon.Net che funziona secondo le aspettative e per quello che è stata progettata.
Parallelamente la rete alternativa di emergenza Radioamatoriale, fa quello che deve fare, anche se a mio giudizio deve essere notevolmente potenziata.
Per quanto riguarda le strutture i problemi sono enormi, la maggior parte delle abitazioni non resterebbero su con una forza come quella sviluppatasi ad Amatrice, se poi pensiamo che il C.O.M. di Pinerolo ha sede nell'immobile comunale, che ha i suoi anni e che non resisterebbe ad un'evento importante come questo, è detto tutto.
Nessuno ha pensato che una struttura come quella deve essere costruita in una zona sicura, vicina alle primarie vie di comunicazione, con locali idonei per ospitare il personale, anche per lunghi periodi e non in una cantina del palazzo comunale nel centro della città, circondata da vie tortuose e irraggiungibili.
Gli altri punti sono sulla carta e alcuni non sono neppure presi in considerazione.
Per mettere in sicurezza gli edifici non adeguati è stato stimato un fabbisogno di 93,7 miliardi di €.
E' evidente che occorre un grande lavoro, per un lungo periodo di tempo, prima di essere sicuri di avere messo il territorio in sicurezza ed avere un sistema che possa funzionare e che ora non c'è, sperando che tutto resti tranquillo.
Diversamente chi crede in Dio, speri in lui.

Commenti

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