martedì 25 ottobre 2016

io voto NO

"Non fatevi fregare, la Costituzione non ha nulla che non và, il paese non ha bisogno di una nuova Costituzione ma di gente onesta che la applichi"


1 ottobre 2016 - Ho letto con attenzione la riforma della Costituzione approvata dal Parlamento italiano, qui ne propongo un testo pubblicato dall'Associazione Stampa Parlamentare per chi ha voglia di fare altrettanto, oppure se preferite anche il testo direttamente dal Senato della Repubblica.
(come si legge dal testo la proposta di riforma è stata presentata dal Presidente del Consiglio dei ministri - Renzi e dal Ministro per le riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento - Boschi).

Qui un bel documento della Camera dei Deputati sul confronto tra l'attuale Costituzione e la proposta di modifica.

La nostra Costituzione è una degna Costituzione mentre la riforma approvata dal Parlamento italiano è una porcheria, scritta malissimo, illeggibile e incomprensibile.
Per capire il ragionamento guardate due esempi, che per non annoiare troppo riporto in fondo, relativi all'art. 57 sulla composizione del Senato e all'art. 70 del procedimento legislativo.

L'Assemblea Costituente prima di approvare il testo dell'attuale Costituzione lo fece leggere a scrittori e letterati per renderlo più semplice e chiaro a tutti. Il testo della nuova riforma ha articoli di oltre 300 e 400 parole. In un caso si è passati da 9 parole a 439 parole e il punto arriva dopo oltre 170 vocaboli.

Non è vero che il Senato viene abolito, ma viene trasformato in un Senato eletto dai consiglieri regionali e non direttamente dal popolo e diventa un dopolavoro con immunità parlamentare.
Nella sostanza il Senato sarà eletto in un modo che non esiste in alcuna parte del mondo, cioè i politici si eleggono tra di loro, attribuendosi l'immunità uno all'altro.
Non si capisce come faranno sindaci e consiglieri regionali a svolgere le due attività, essendo entrambe obbligatorie e non sostituibili con un soggetto delegato, come avviene in Germania, la cui presenza non è obbligatoria ed è consentito un delegato-sostituto.
Si determina un serio problema di responsabilità giuridica di svolgimento delle attività assegnate.

Non c’è il risparmio sui costi della politica previsto, si passa da un costo di 650 milioni di euro all'anno a uno di 600 milioni di euro, quindi è una sonora presa in giro.
Secondo il ministro Maria Elena Boschi (citata in quanto la riforma costituzionale porta il suo nome) con questa riforma ci saranno 500 milioni di risparmi sui costi della politica.
Questi conti non tornano con quelli fatti dalla Ragioneria generale dello Stato (elaborati e trasmessi il 28 ottobre 2014 su richiesta dello stesso ministero delle Riforme) secondo i quali i risparmi certi ammontano al massimo a 49,00 milioni di euro. Ecco la documentazione trasmessa dallo stesso ministro Boschi al Presidente della Commissione Affari Costituzionali in data 18 novembre 2014.
L'idea che si ha è che il ministro Boschi non capisca tanto i numeri e questo è molto grave.

Secondo i proponenti la nuova riforma con le due Camere il processo legislativo è troppo lento e faticoso, quindi è necessaria una semplificazione dell’attività legislativa.
Questa affermazione è falsa, in quanto tutti i governi, da Berlusconi a Renzi, quanto hanno voluto farlo, hanno approvato le leggi in modo molto veloce, ecco due esempi:

esempio 1 - Il c.d. Lodo Alfano, totale 27 giorni
per Lodo Alfano si intende la legge n. 124/2008 "Disposizioni in materia di sospensione del processo penale nei confronti delle alte cariche dello Stato" presentata dal Ministro della Giustizia Angelino Alfano.
La legge è stata dichiarata incostituzionale con pronuncia della Corte costituzionale del 7 ottobre 2009 con sentenza 262/2009
Tale legge riproponeva l'immunità per le alte cariche dello stato, Capo dello Stato, Presidenti delle due camere, e Presidente del Consiglio, ma escludendo quello della Corte Costituzionale
L'iter di approvazione della legge fu alquanto rapido
Ecco i passaggi:
26 giugno 2008 - Il Consiglio dei Ministri vara il Lodo Alfano sotto forma di disegno di legge.
10 luglio 2008 - La Camera approva il disegno di legge con 309 sì, 236 no e 30 astenuti.
22 luglio 2008 - Il Senato approva in via definitiva il disegno di legge con 171 sì, 128 no e 6 astenuti.
23 luglio 2008 - Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano firma la legge.

esempio 2 - Legge Fornero, totale 20 giorni
l'art. 24 del D.L. 6 dicembre 2011, n. 201 detto "Salva Italia" definito come riforma delle pensioni Fornero, dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali del governo Monti, Elsa Fornero che ne fu promotore.
La riforma è stata votata dalla coalizione di partiti che sostenevano il governo Monti, composta da PD, PDL, Unione di Centro e Futuro e Libertà per l'Italia e altri gruppi minori
Ecco i passaggi:
il governo Monti si insedia il 16 novembre 2011
la legge viene emanata ai sensi dell'art. 24 del D.L. 6 dicembre 2011, n. 201 (detto "decreto salva Italia") e convertito successivamente in legge 22 dicembre 2011 n. 214

Invece per la Legge anti corruzione sono stati impiegati 1.456 giorni
Legge 27 maggio 2015, n. 69 "Disposizioni in materia di delitti contro la pubblica amministrazione, di associazioni di tipo mafioso e di falso in bilancio" (G.U. n.124 del 30-5-2015).
Con questa legge viene aggiornata la normativa per il contrasto ai fenomeni corruttivi, specie nella pubblica amministrazione e in riferimento al sistema degli appalti pubblici

Questo significa che non è un problema delle norme costituzionali, se il processo legislativo è lento, ma dalla volontà politica dei deputati e senatori di lavorare e trova un accordo.
Volontà che deve prevedere che le riforme costituzionali si fanno per unire e non per dividere, mentre questa riforma è divisiva.
Come regola generale tecnico/giuridica le riforme costituzionali si scrivono e si fanno con tutti non con una sola parte, in quanto sono appunto leggi costituenti.
Quello che era necessario e lo è tuttora è una riforma sul corpo politico (nazionale e regionale) poi, in un tempo successivo, potevano arrivare le nuove forme, a completamento, non il contrario.
In questo caso è stata privilegiata l'esteriorità, la scatola, mentre il contenuto è disastroso.

Secondo i promotori della riforma la crisi economica richiede maggiore velocità deliberativa e maggiore semplicità nell'approvazione delle leggi.
Anche questa motivazione è falsa. Gli Stati Uniti che stanno uscendo dalla crisi economica hanno due camere, quindi anche questo significa che l'uscita dalla crisi non dipende dalla modifica della costituzione ma dalle politiche economiche che vengono attuate e dalla volontà dei politici a risolvere i problemi del paese.

Nessuno dice che la Costituzione deve essere immutabile, la stessa può essere modificata, ma con il buon senso.
Se il problema era il bicameralismo perfetto bastava eliminare completamente il Senato, ridurre della metà il numero dei deputati e anche il loro stipendio. Contestualmente approvare una legge elettorale degna e rispettosa di tutti, contenente i principi costituzionali attuali e intesa come regola di carattere generale, valida per tutte le forze politiche attualmente presenti e non a vantaggio esclusivo di alcune di esse. Questa era la riforma da fare.

La riforma costituzionale prevede una moltiplicazione dei procedimenti legislativi, con dodici modi diversi per approvare una legge rispetto a quanto previsto attualmente.
Di conseguenza aumenteranno i conflitti di competenza tra la Camera e il nuovo Senato e tra lo Stato e le Regioni, conflitti che sono già molto presenti e che andranno ad acuirsi.

Questa riforma costituzionale peggiora la condizione e l'organizzazione giuridica dello stato, in quanto riduce gli elementi di controllo democratico e combinata con l’italicum (la nuova legge elettorale) trasforma il Parlamento in una istituzione subordinata al capo.
Con questa legge (italicum) una minoranza, grazie ad un premio di maggioranza abnorme, avrà assegnato alla Camera 340 seggi su 630 e quindi controllerà l’unica Camera legislativa esistente, con un potere enorme.
E’ molto probabile che questa legge sia incostituzionale, in quanto la sentenza della Corte Costituzionale sollevava due questioni: il diritto del cittadino di scegliere il proprio rappresentante e il carattere abnorme del premio di maggioranza.
La nuova legge elettorale non risponde a queste due necessità, anzi le distorce ulteriormente.
A mio avviso la legge elettorale è importante per definire la posizione sul referendum, ma non rilevante di fronte ad una riforma costituzionale giuridicamente pessima.

Ora ( 29, 30 settembre 2016) il Governo dopo avere detto che la legge elettorale (italicum) era la migliore del mondo, ne sta proponendo la sua modifica, tenendo presente che per approvarla era stata richiesta la fiducia. Un comportamento schizofrenico.
A questo punto il referendum confermativo fissato per il 4 dicembre 2016 si svolgerà sulle norme costituzionali modificate, collegate alla legge elettorale più bella del mondo, che però nel frattempo si vuole cambiare, ma esattamente non si sa come.
Credo che una situazione così determinatasi non sia mai vista.

Secondo il filosofo Jean-Jacques Rousseau parlando della democrazia rappresentativa scriveva "Il popolo inglese ritiene di esser libero: si sbaglia di molto; lo è soltanto durante l'elezione dei membri del parlamento. Appena questi sono eletti, esso è schiavo, non è nulla" .
Questo per dire che la forma quando non è sostanza non vale niente, è solo una presa in giro.

In questa fase di lettura della proposta di modifica della Costituzione e tenuto conto dei costi, dei comportamenti politi e giudiziari e della produttività della maggior parte delle regioni italiane sto convincendomi dell'opportunità e necessità di modificare in modo radicale l'art. 114
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Articolo 114
La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato.
I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni sono enti autonomi con propri statuti, poteri e funzioni secondo i princìpi fissati dalla Costituzione.
Roma è la capitale della Repubblica. La legge dello Stato disciplina il suo ordinamento.
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togliendo le Regioni (con Province e Città metropolitane) dalla costituzione della Repubblica e dando le competenze fondamentali ai Comuni (eventualmente accorpati) con il coordinamento dello Stato.
Le regioni ormai non servono più a nulla, in una fase politica ed organizzativa dove anche lo stato italiano deve rapportarsi con l'Europa.
Basta guardare che cosa succede alla gestione della sanità pubblica. L'80% del bilancio regionale è spesa sanitaria. I fondi arrivano dallo stato, vanno alle regioni e da queste alle aziende sanitarie territoriali e ospedaliere. Nella maggior parte dei casi le regioni gestiscono il servizio sanitario senza conoscere l'argomento e operano con partite di giro economiche, peccato che facendo questo una parte dei fondi si perdono per strada per garantire i loro emolumenti contrattuali e l'apparato regionale.
Le aziende sanitarie territoriale e quelle ospedaliere a fronte di precisi obiettivi di LEA (livelli essenziali di assistenza) sono perfettamente in grado di gestirsi senza l'intermediazione regionale.
Le rimanenti competenze residuali possono essere gestiti dai comuni (eventualmente accorpati).

Come ultima osservazione un ragionamento sulle priorità. Non credo che, per questo paese, nella situazione economica in cui si rova, la priorità sia la modifica della Costituzione, in senso peggiorativo e divisivo, bensì le priorità sono altre, ne cito alcune:
- lavoro, sviluppo e disoccupazione
- investimenti nella scuola, ricerca, università e sanità
- diminuzione del debito pubblico
- revisione delle spesa dello stato e enti territoriali
- seria (non finta) lotta all'evasione fiscale
- lotta alla corruzione endemica
- riduzione del rischio sismico
- sistema pensionistico moderno
invece si è puntato tutto su questa riforma, che non incide sui bisogni reali delle persone, non serve a nessuno e nessuno ne sentiva la necessità.

Per tutte queste ragioni il 4 dicembre 2016 voto NO.

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Composizione del Senato

Art. 57, dell'attuale Costituzione
Il Senato della Repubblica è eletto a base regionale, salvi i seggi assegnati alla circoscrizione Estero.
Il numero dei senatori elettivi è di trecentoquindici, sei dei quali eletti nella circoscrizione Estero.
Nessuna Regione può avere un numero di senatori inferiore a sette; il Molise ne ha due, la Valle d'Aosta uno.
La ripartizione dei seggi tra le Regioni, fatto salvo il numero dei seggi assegnati alla circoscrizione Estero, previa applicazione delle disposizioni del precedente comma, si effettua in proporzione alla popolazione delle Regioni, quale risulta dall'ultimo censimento generale, sulla base dei quozienti interi e dei più alti resti [cfr. IV].

Art. 57, della nuova Costituzione
(Composizione ed elezione del Senato della Repubblica) 1. L'articolo 57 della Costituzione è sostituito dal seguente: «Art. 57. -- Il Senato della Repubblica è composto da novantacinque senatori rappresentativi delle istituzioni territoriali e da cinque senatori che possono essere nominati dal Presidente della Repubblica. I Consigli regionali e i Consigli delle Province autonome di Trento e di Bolzano eleggono, con metodo proporzionale, i senatori tra i propri componenti e, nella misura di uno per ciascuno, tra i sindaci dei Comuni dei rispettivi territori. Nessuna Regione può avere un numero di senatori inferiore a due; ciascuna delle Province autonome di Trento e di Bolzano ne ha due. La ripartizione dei seggi tra le Regioni si effettua, previa applicazione delle disposizioni del precedente comma, in proporzione alla loro popolazione, quale risulta dall'ultimo censimento generale, sulla base dei quozienti interi e dei più alti resti. La durata del mandato dei senatori coincide con quella degli organi delle istituzioni territoriali dai quali sono stati eletti, in conformità alle scelte espresse dagli elettori per i candidati consiglieri in occasione del rinnovo dei medesimi organi, secondo le modalità stabilite dalla legge di cui al sesto comma. Con legge approvata da entrambe le Camere sono regolate le modalità di attribuzione dei seggi e di elezione dei membri del Senato della Repubblica tra i consiglieri e i sindaci, nonché quelle per la loro sostituzione, in caso di cessazione dalla carica elettiva regionale o locale. I seggi sono attribuiti in ragione dei voti espressi e della composizione di ciascun Consiglio».


Il procedimento legislativo

Art. 70, dell'attuale Costituzione
La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere.

Art. 70, della nuova Costituzione
(Procedimento legislativo) 1. L'articolo 70 della Costituzione è sostituito dal seguente: «Art. 70. -- La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere per le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali, e soltanto per le leggi di attuazione delle disposizioni costituzionali concernenti la tutela delle minoranze linguistiche, i referendum popolari, le altre forme di consultazione di cui all'articolo 71, per le leggi che determinano l'ordinamento, la legislazione elettorale, gli organi di governo, le funzioni fondamentali dei Comuni e delle Città metropolitane e le disposizioni di principio sulle forme associative dei Comuni, per la legge che stabilisce le norme generali, le forme e i termini della partecipazione dell'Italia alla formazione e all'attuazione della normativa e delle politiche dell'Unione europea, per quella che determina i casi di ineleggibilità e di incompatibilità con l'ufficio di senatore di cui all'articolo 65, primo comma, e per le leggi di cui agli articoli 57, sesto comma, 80, secondo periodo, 114, terzo comma, 116, terzo comma, 117, quinto e nono comma, 119, sesto comma, 120, secondo comma, 122, primo comma, e 132, secondo comma. Le stesse leggi, ciascuna con oggetto proprio, possono essere abrogate, modificate o derogate solo in forma espressa e da leggi approvate a norma del presente comma. Le altre leggi sono approvate dalla Camera dei deputati. Ogni disegno di legge approvato dalla Camera dei deputati è immediatamente trasmesso al Senato della Repubblica che, entro dieci giorni, su richiesta di un terzo dei suoi componenti, può disporre di esaminarlo. Nei trenta giorni successivi il Senato della Repubblica può deliberare proposte di modificazione del testo, sulle quali la Camera dei deputati si pronuncia in via definitiva. Qualora il Senato della Repubblica non disponga di procedere all'esame o sia inutilmente decorso il termine per deliberare, ovvero quando la Camera dei deputati si sia pronunciata in via definitiva, la legge può essere promulgata. L'esame del Senato della Repubblica per le leggi che danno attuazione all'articolo 117, quarto comma, è disposto nel termine di dieci giorni dalla data di trasmissione. Per i medesimi disegni di legge, la Camera dei deputati può non conformarsi alle modificazioni proposte dal Senato della Repubblica a maggioranza assoluta dei suoi componenti, solo pronunciandosi nella votazione finale a maggioranza assoluta dei propri componenti. I disegni di legge di cui all'articolo 81, quarto comma, approvati dalla Camera dei deputati, sono esaminati dal Senato della Repubblica, che può deliberare proposte di modificazione entro quindici giorni dalla data della trasmissione. I Presidenti delle Camere decidono, d'intesa tra loro, le eventuali questioni di competenza, sollevate secondo le norme dei rispettivi regolamenti. Il Senato della Repubblica può, secondo quanto previsto dal proprio regolamento, svolgere attività conoscitive, nonché formulare osservazioni su atti o documenti all'esame della Camera dei deputati».

Il confronto Matteo Renzi, Gustavo Zagrebelsky, LA7, 30 settembre 2016
(per chi non ha potuto vedere la diretta: arroganza e presunzione vs intelligenza e preparazione)



visita alla Casa Bianca, 18 ottobre 2016

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